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SPAGNOLLI strizza l’occhio alla Valle della Marna

Spagnolli Spumanti con i suoi appezzamenti a 600m slm sul Monte Bondone (2180m), tra Rovereto e Trento, ha trovato davvero le condizioni ideali per replicare il microclima che troviamo a Épernay nel dipartimento della Marna? Per me è un sì!

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Partiamo subito col dire dove ci troviamo esattamente. Siamo a Covelo frazione di Cimone (TN).

Per arrivarci è molto semplice: scendendo da Trento lungo la Sp90, direzione Rovereto, vi troverete ad Aldeno da cui potrete imboccare Via al Bondone che vi porterà, indovinate un po’, sul Monte Bondone e quindi arrivare a Covelo dove lì vi accoglierà Alvise. Ci sono riuscito io quindi state tranquilli. 🙂

Come dicevo vi accolgierà Alvise Spagnolli, figlio di Francesco Spagnolli…alcuni di voi avranno già sentito parlare di Francesco perchè è stato per quasi vent’anni preside all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ha scritto un centinaio di pubblicazioni enologiche e ha sperimentato tantissimo. E indovinate un po’ dove ha sperimentato?

Tutto nacque da un incontro…

 

Gino Veronelli e Francesco Spagnolli

 

Nella foto sopra è immortalato questo incontro da cui nacque anche una grandissima amicizia; ma chi è la persona a fianco di Francesco (a destra). E’ Luigi Veronelli. Non credo sia necessario spiegarvi chi sia Luigi Veronelli, vero?

Beh da questo incontro, Luigi disse a Francesco che secondo lui proprio qui a Covelo ci sarebbero state le condizioni ideali per avere una piccola Champagne. L’altitudine, l’esposizione, i venti, ma soprattutto i terreni calcarei che però a tratti sono anche ricchi di argilla avrebbero potuto fare crescere in maniera ottimale il vitigno preferito da Francesco: il Pinot nero.

Francesco ha dedicato quasi 30 anni testando 15 cloni su 8 tipi di portinnesti (fate voi i conti delle possibili combinzaioni) per riuscire a trovare il clone e il portinnesto migliore e che quindi si sarebbe adattato perfettamente ai suoli che aveva a disposizione.

Quando si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. E’ proprio il caso di dirlo, dopo tutto non è questa la sfida principale per un vignaiolo? Trovare il vitigno che possa esprimersi al meglio sul proprio territorio. Se così non fosse sarebbe un continuo rincorrere e correggere in cantina l’errore commesso in vigna. No?!!

Ovviamento non sono stati piantati solo filari di Pinot nero, ma anche l’immancabile Chardonnay e …. beh se si vuole replicare la Champagne non poteva mancare anche il Pinot Meunier!

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Ma chi porta avanti tutto questo impegno?…

Fino ad ora ho parlato solo di Francesco, ma non possiamo certo tralasciare Alvise perchè se ora beviamo questi splendidi spumanti è anche e soprattutto grazie a lui. Infatti, dopo aver intrapreso gli studi a Milano al Politecnico ed aver conseguito la laurea (a pieni voti) in Ingegneria Energetica e dopo una breve esperienza lavorativa in quel settore, molla tutto per rispondere al richiamo della propria terra. Si vede che è qualcosa di genetico! 😀

La passione di Alvise per il vino è lampante, la percepiamo chiaramente nelle sue parole mentre ci descrive metro per metro gli appezzamenti della sua famiglia; quando ci spiega ogni singola peculiarità del terreno, quando parla dei suoi collaboratori che lo aiutano durante la vendemmia, ma soprattutto quando ad ogni passo “scalando”, è proprio il caso di dirlo viste le pendenze, ci spiega i singoli vigneti arricchendoli di quella storia che ognuno di loro ha ma che ad uno sguardo poco attento andrebbe altrimenti persa.

Ma quanto è bello fare le viste in cantina e in particolare camminare tra i vigneti? Credo che sia un’esperienza che, inidipendentemente dal fatto che tu sia più o meno esperto/appassionato di vino, ti dona tantissimo prima di tutto a livello umano ma poi torni a casa con un arricchimento personale che difficilmente ti abbandonerà e tutto questo lo dobbiamo alla grande passione dei vignaioli…grazie Alvise e Francesco!

Ma ora parliamo un po’ di come lavorano in cantina…

Gli ettari vitati sono meno di 3 e sono dislocati tutti intorno alla cantina; come da buona tradizione champenoise sono Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier.

Quando le condizioni climatiche avverse non si impegnano come invece è avvenuto quest’anno, il massimo della produzione si assesta su un massimo di 120hl.

In totale sono 18 appezzamenti, o come vengono chiamati da queste parti 18 “sgrebeni”; ogni appezzamento viene raccolto a mano e messo nelle apposite cassette, trasportato sempre a mano direttamente in cantina e poi pressato singolarmente con la pressa a polmone e poi messo nella sua vasca di fermentazione in acciaio; quindi abbiamo anche 18 vasche Inox. Successivamente c’è un passaggio in legno (barrique o tonneuax) a seconda di quanto apporto di legno sarà necessario in funzione del millesimo.

Remuage manuale in pupitre e sboccatura manuale.

 

Bottiglie Spagnolli affinamento
Bottiglie Spagnolli affinamento metodo classico

Cosa mi manca da raccontare? Ah sì i vini! 😀

Attualmente Alvise è uscito con la sua prima etichetta e si tratta di DISIO un Trento DOC Blanc de Noirs (100% Pinot Nero) Extra Brut Riserva (3.5gr/l e vino di riserva della cantina) che fa 40 mesi di permanenza sui lieviti e altri 6-8 mesi di cantina dopo la sboccatura.

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Al momento della visita la sala degustazione era in ristrutturazione quindi abbiamo avuto la fortuna di degustare il DISIO 2016 e una 2013 sboccata alla volè direttamente da Francesco nella loro baita privata dove ci aspettava la figura più importante dell’accoglienza Spagnolli: Susi la mamma di Alvise.

L’accoglienza è tutto…

Susi ci ha accolto con un grande sorriso e abbiamo capito subito che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, anzi Francesco ci ha tenuto a ribattere che non è così perchè la donna in realtà “è davanti”, questo per far capire l’importanza di Susi per la loro famiglia.

E così tra una chiacchiera e l’altra, spaziando tra le storie degli innumerevoli viaggi in Francia di Francesco (fatevi raccontare di quella volta da Romanèe-Conti) e le radicatissime differenze che si notano tra le culture francesi e italiane (nel mondo vino almeno) e gustando i buonissimi prodotti a km0 presenti nei taglieri che Susi ci portava, il Disio 2016 e 2013 mi hanno incantato.

Ecco Disio 2016…

La 2016 pronta sì ma con una chiara e percepibilissima capacità all’invecchiamento che mi fa capire che le 3 bottiglie che mi sono portato a casa metteranno a dura prova la mia resistenza alla stappatura. Il colore è un bel giallo quasi oro, al naso è deciso e si percepiscono le note di agrumate, ma è in bocca che l’acidità e la sapidità gli danno quella bella facilità di beva che invoglia al secondo sorso (e al terzo…); la persistenza in bocca è molto lunga e se riuscite ad attendere qualche minuto comincerete a percepire note ben più complesse, vedi la classica pasticceria. (Spoiler sulla 2013…vi piace la crema chantilly? 😀 )

Dal basso della mia esperienza posso solo dirvi che è un piccolo capolavoro, ma che sono pronto a scommettere diventerà presto un grande punto di riferimento nella DOC e non solo.

E in futuro?…

So che vi starete chiedendo, ok una bottiglia 100% Pinot Nero, ma lo Chardonnay e il Pinot Meunier? Dove sono?

Beh Alvise mi ha spoilerato qualcosa e non vedo l’ora che mi chiami per dirmi che l’attesa è finita, ma per ora il Disio mi basta e credetemi per il prezzo a cui lo vende (45€) vi portate a casa un vero gioiello che come tutti i gioielli diventerà un investimento. 😉

La 2013? Ah volete sapere della 2013? Beh andate a trovarli e assaggiate voi stessi cosa vi riserverà il futuro di Disio 2016! 😉 Ecco il link per scrivere o telefonare ad Alvise.

Vi lascio con il video della splendida confezione che racchiude Disio. La confezione è la ciliegina sulla torta.




Il mio Merano Wine Festival

Quest’anno ce l’ho fatta, sono riuscito a partecipare al mio primo Merano Wine Festival (#MWF2019).

…e meno male! Erano arrivati alla 28^ edizione senza di me. 🙂

A parte gli scherzi, è stata un’esperienza sicuramente positiva che cercherò di ripetere anche nei prossimi anni se mi sarà possibile.

Subito vorrei fare i complimenti all’organizzazione, impeccabile. Molta gente ma ciò nonostante le sale erano vivibili e la disposizione delle aziende ben studiata.

Come al solito ad accompagnarmi il mio buon vecchio (anche se è molto più giovane di me) amico Rodolfo (aka @wineinvain ); ecco e qui arriva subito un consiglio spassionato: non andate da soli. Secondo me è importante condividere, confrontarvi e commentare ogni calice con qualcuno. Questo serve ad aiutarvi a ricordare meglio ogni vostro assaggio e a cogliere qualche dettaglio che nella fretta potreste perdere per strada. 😉

Se posso permettermi di darvi un ulteriore semplice e banale consiglio: datevi una scaletta e cercate di rispettarla. Noi per esempio abbiamo deciso di partire con le bolle, per poi passare ai rossi e infine ai bianchi. Quindi magari tornando tre volte da una stessa azienda in momenti differenti della giornata, ma in questo modo abbiamo potuto farci un’idea chiara di quali aziende e etichette ci hanno colpito maggiormente per tipologia, e alla fine capire anche quale produttore sia stato il nostro preferito in assoluto.

Così facendo abbiamo portato a casa un numero di assaggi non altissimo (circa 85) ma senza dubbio chiari e senza contaminazioni date da vinificazioni differenti.

Detto questo veniamo alle cantine e partirei subito da quella che ci ha impressionato di più per qualità generale di tutte le sue etichette… and the winner is … Cantina Endrizzi.

Cantina Endrizzi è una delle cantine più vecchie del Trentino e si trova a San Michele All’Adige in località Masetto. Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di visitarla e quindi non mi posso dilungare in grandi descrizioni; spero di poter far loro visita molto presto. Ciò su cui mi posso invece soffermare è l’alto livello dei vini degustati a Merano, partendo dai #trentoDOC i Piancastello e il Piancastello Rosè mi hanno colpito per la loro pulizia e freschezza, davvero invitante la beva; passando poi a forse il miglior Metodo Classico degustato in quella giornata: il Masetto Privè, dove una un bellissima complessità (fa almeno 84 mesi di affinamento sui lieviti) rende l’assaggio (naso e bocca) davvero elegante; le spezie e la frutta matura mi hanno davvero affascinato. Cercatene subito una bottiglia!

Ma non solo i loro Metodo classico mi hanno colpito, anche il loro Teroldego Rotaliano (i vitigni crescono appunto sulla piana Rotaliana) Gran Masetto è stato un fulmine a ciel sereno. Grazie all’appassimento delle uve rendono questo calice caldo, succoso, strutturato; le note di marmellata di frutti di bosco, la vaniglia e le spezie ti avvolgono completamente. Inoltre il tannino dato dall’invecchiamento in barrique (di primo passaggio) ti fa capire il potenziale d’invecchiamento e infatti abbiamo potuto assaggiare anche l’annata 2008: perfetta! 

Mi sono dilungato un po’ troppo forse, ma ci tenevo a riportarvi per lo meno la cantina che più mi ha appagato.

Non nascondo che ci sono state anche altre bellissime sorprese, vedi per esempio tra i vitigni internazioni, su tutti il Merlot (vitigno che adoro) con il Montiano di Cotarella, il Messorio de Le Macchiole e il Focus di Volpe Pasini, e ovviamente la conferma del Merlot Riserva Brenntal di Cantina Kurtatsch, ma anche i Syrah di Michele Satta o i tagli bordolesi di San Leonardo. Se passiamo ai vitigni autoctoni poi, non posso non menzionare i Barbaresco (quindi Nebbiolo) di Pelissero, o il Sangiovese di Montevertine e Il Borro.

Conferme e sorprese anche negli spumanti come per esempio tutta la linea di Maso Martis per il Trento DOC, ma anche in Franciacorta con la cuvée Alma Non Dosato di Bellavista o l’Extra Brut de Lo Sparviere e infine una bellissima sopresa nell’Oltrepo’ con le cuvée di Ballabio e la sua linea Farfalla: sia il Rosè Extra Brut che con il Zero Dosage.

Riguardo ai bianchi; bellissima la verticale fatta con Bracco 1881 e il suo Friulano (ex Tocai).

Ultimo ma non in ordine di importanza voglio menzionare il Gutturnio Classico Riserva de La Torretta, Filippo è un amico e questa sua nuova produzione merita un po’ di visibilità, per quanto gliene possa dare io. Comunque sapete che io amo i Gutturnio fermi, decisi, corposi e con una buona struttura, ecco il Gutturnio di Filippo è dritto su quella strada, Bravo! 

Di seguito un filmato con TUTTI gli assaggi fatti a Merano.

Spero di non avervi annoiato tropppo e se sei arrivato fino a qui…grazie!

Ci vediamo a fine mese al Mercato dei Vini di Piacenza della FIVI.

Ciao!




Calatroni…non ci sono paragoni!

Il progetto #CANTINIAMO parte da una splendida realtà dell’Oltrepò Pavese, più precisamente da Montecalvo Versiggia (PV) a Santa Maria della Versa, dall’Azienda Agricola Calatroni.

Ho bevuto per la prima volta i vini di Calatroni circa due anni fa durante una cena per la presentazione della guida Slow Wine e da allora non ho più potuto farne a meno. Per questo ero felicissimo di iniziare CANTINIAMO con loro. 🙂

Al nostro arrivo subito veniamo accolti da Cristian (Calatroni), lui insieme a suo fratello Stefano portano avanti l’azienda di famiglia nata nel 1964 quando il loro nonno, mezzadro, decide di acquistare quelle stesse terre su cui lavorava e che ora sono diventate solo una piccola percentuale dei 21ha dell’azienda. A completare la squadra c’è il padre Fausto che continua ad aiutare nel lavoro in vigna e la madre Marisa che porta avanti l’agriturismo Il Calice dei Cherubini adiacente alla cantina. E poi tutti i collaboratori che Cristian ci elenca orgoglioso.

Cristian Calatroni

Il tour comincia passeggiando tra i vigneti dell’azienda e Cristian inizia a farci percepire tutta la passione, l’amore e aggiungo io la competenza che dimostra per il suo lavoro. Ci racconta la storia di famiglia, la storia dell’Oltrepò e dei suoi terreni e tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono facendoci venire una grande invidia per il suo territorio, ma questo succede sempre quando incontri qualcuno che ama ciò che fa ed è fiero delle proprie scelte. Sì perchè Cristian ci racconta che l’azienda famigliare hai sì i suoi vantaggi, ma di contro c’è che bisogna scontrarsi con le vecchie generazioni quando si vuole intraprendere un percorso nuovo, diverso, un percorso che ogni enologo vuole per i propri vini.

Assaggiando in nuovi CRU
Barrique Tonnellerie Stockinger

Appena cominciamo ad assaggiare i nuovi CRU (che saranno pronti dal 2021) ci schieriamo subito dalla sua parte, in particolar modo l’impronta che vuole dare, o meglio, che cerca di dare anno dopo anno per arrivare al SUO Metodo Classico, a ciò che per lui DEVE essere un vino di questo territorio.

Sala Agriturismo Il Calice dei Cherubini

Finita la visita ci accomodiamo nell’agriturismo dove parliamo un po’ anche con Stefano e capiamo subito che i due fratelli si sono divisi sapientemenete i lavori: Cristian è uomo da vigna, Stefano invece è il biglietto da visita dell’azienda è lui che macina km per far conoscere al mondo i vini del fratello. Bravissimi!

Invito tutti ad andare a trovarli e a godere dei loro vini.




Cascina Lago Scuro, sei troppo (Beau)fort!

Che serata quella di martedì 18 Giugno alla Cascina Lago Scuro di Stagno Lombardo (CR)!

La definirei impeccabile.

I presupposti dovevano già farlo supporre: musica dal vivo, aperitivo a buffet, nel cortile neogotico, in abbinamento agli Champagne di André Beaufort e serviti dal figlio Réol, beh se non sono ottimi presupposti questi! Ma la cosa migliore è che tutto è stato perfetto e quindi la realtà ha superato le aspettative regalandoci una serata incantevole e indimenticabile.

Ricapitoliamo per chi non conosce i dettagli… la Cascina Lago Scuro ( se hai Instagram segui il loro profilo @cascinalagoscuro ) è, e qui copio e incollo la definizione presa dal loro sito, azienda agricola, caseificio, orto, agrinido, laboratorio e ristorazione.
Tutto questo immerso in un posto magico e splendido; la cascina risale a un periodo compreso tra il 1600 e il 1800 e non manca proprio di nulla: una chiesa, la casa padronale, la casa del fattore, le stalle, le case dei contadini e un cortiletto neogotico che ha accolto i tavoli per la serata.

Come dicevo prima, serata con format aperitivo a buffet dove il cibo non è mai mancato (anzi) e tutto di un livello davvero altissimo. Nonché molto spesso a Km (se non metro) zero!

Tutto questo condito con la presenza di Réol Beaufort che ci ha servito gli Champagne prodotti dalla sua famiglia, andando a ritroso fino allʼannata 2002 e dégorgement à la volée.

Di seguito riporto i vini degustati e un piccolo commento personale:

Beaufort Frères 2016 (Rosé)

100% Pinot nero, 2 anni sui lieviti.

Super bolla da aperitivo

Alice Beaufort Crémant de Bourgogne 2015 (Rosé)

100% Pinot Nero, 40 mesi di barrique.

Cremosissimo…e per un Pinot nero, eh!

André Beaufort Champagne Polisy Brut Millésime 2015

80% Pinot nero 20% Chardonnay.

Esattamente ciò che ti aspetti in un Polisy

André Beaufort Champagne Polisy Brut Millésime 2009

100% Pinot nero, 1 anno barrique e 9 in bottiglia.

Per molti il migliore della serata…una spada.

André Beaufort Champagne Ambonnay Grand Cru Brut Millésime 2006

80% Pinot Nero 20% Chardonnay, 5gr/L di residuo zuccherino.

Il mio preferito. …perché? Perché è al TOP ed è da bere subito!!! No cantina.

André Beaufort Champagne Polisy Brut Millésime 2002

80% Pinot Nero 20% Chardonnay.

Perfetto ma potrebbe andare oltre la perfezione se lo lasci in cantina.

Mi raccomando seguite il profilo di Cascina Lago Scuro perché queste serate non sono affatto sporadiche.

Ciao a tutti!




Valtènesi: il Mediterraneo lombardo

Il progetto Cantiniamo 2019 continua e questa volta vi porto in Valtènesi nella zona sud occidentale del lago di Garda in provincia di Brescia.

Geologicamente parlando siamo in una zona molto speciale della Lombardia perchè la Valtènesi grazie al suo suolo di origine morenica, la conformazione del territorio e all’influenza del lago crea un microclima molto simile a quello che potete trovare lungo le coste del sud Italia. Non a caso anche qui crescono ulivi e piante di agrumi.

Proprio per la conformazione del sottosuolo, meno compatto e quindi più drenante, è ideale per ottenere un ottimo stato di maturazione delle uve e quindi vini dal bouquet intenso, complesso e tipico.

Ma veniamo alla giornata trascorsa in Valtènesi… questa volta abbiamo deciso di cambiare un po’ il format e invece di limitare la visita ad una sola cantina, come successe in Oltrepo’ con Calatroni, questa volta abbiamo deciso di conoscere 3 aziende in un giorno solo.

Ma non solo, abbiamo anche pensato che sarebbe stato bello coinvolgere nelle visite anche altri appassionati e quindi tra amici di vecchia data e nuovi amici conosciuti grazie a Instagram ci siamo trovati ad essere ben 10 winelovers ansiosi di scoprire questo territorio.

Come dicevo, tre cantine da scoprire per cercare di capire un territorio, quindi grazie anche ai consigli del mio amico Andrea Fontana (degustatore ufficiale per Slow Wine) ho scelto:

 

Non voglio parlare dei vini che abbiamo degustato perchè per ognuno di loro servirebbe un articolo (e probabilmente lo farò su Instagram), qui voglio parlare di Paolo (Pasini), di Vincenzo (Bertola) e di Enrico (Di Martino) rispettivamente i proprietari di Pasini San Giovanni, Pratello e Cascina Belmonte.

Tre uomini che ci hanno fatto capire molto della Valtènesi. Tre uomini molto diversi tra loro ma che alla fine abbiamo scoperto essere molto uniti. Uniti dal territorio, ma soprattutto dal rispetto e la stima che ognuno di loro prova per gli altri, questa a mio avviso è stata una delle cose più belle dell’intera giornata.

 

Paolo Pasini
Paolo Pasini (Pasini San Giovanni)

Se dovessi descrivere Paolo con una sola parola direi senza dubbio “impeccabile”: mai una frase fuori posto, una risposta pronta ed esaustiva ad ogni domanda posta, ma soprattutto quando parla dei suoi vini non accetta scorciatoie e per tanto ogni bottiglia DEVE rispecchiare il territorio (vedi l’utilizzo dell’Erbamat a discapito dello Chardonnay per il Ceppo 326…ma di questo ne riparleremo in altra sede). Paolo inizia mostrandoci esternamente l’azienda partendo dal “vigneto sospeso” un’opera d’arte (realizzata dalla sorella) che vuole rappresentare un ettaro di vigneto. Ogni vigna è realizzata con un tubetto legavigna in plastica rossa (reciclata al 70%) lungo 3m proprio come un vigna dalle radici alla punta della pianta. Nella corte dell’azienda, sotto al vigneto sospeso vi sono degli ulivi a simboleggiare la convivenza tra le due colture. Questo ci fa capire subito quanta attenzione e amore provano per il loro lavoro e per il loro territorio.

 

Pratello
Vincenzo Bertola (Pratello)

Se dovessi fare lo stesso gioco (descriverlo con una parola) con Vincenzo direi: “inarrestabile”. Andate a trovarlo e capirete cosa intendo. Non dite che siete sommelier però mi raccomando! 😀 A parte gli scherzi, Vincenzo è senza dubbio un vignaiolo che ha ben in mente ciò che debbano esprimere i suoi vini e per fare questo sperimenta. Vi dico che quando siamo stati da lui ci ha fatto assaggiare direttamente da botte un calice di Syrah…vino che non venderà mai ma che gli servirà per imboccare nuove strade, oppure no. Chi lo sa! Vincenzo è apparso a tutti noi come una persona dal carattere forte, precisa, e dalle idee ben chiare…i suoi vini sono porprio come lui: netti ed espressivi. Tanto di cappello!

 

Cascina Belmonte
Enrico Di Martino (Cascina Belmonte)

Concludo con Enrico lo “stoico”. 🙂 Vignaiolo di prima generazione, e questo già mi piace. Lui è partito da zero: nessuno alle spalle che gli abbia tramandato una storia, un consiglio, una cantina! Sì lui è il primo e come tale sta creando tutto da zero. Tant’è che non ha ancora e una vera propria cantina ma ciò nonostante quando assaggiamo i suoi vini capiamo che è solo questione di tempo. Ragazzi andate a trovare Enrico e fatevi coinvolgere dalla sua forza di volontà, dalla sua tenacia e soprattutto dalla sua simpatia. Ma non dimenticatevi di bere i suoi vini perchè anche se non ha tutto a portata di mano, ma anzi è tutto sparso un po’ qua e un po’ là nella sua proprietà non gli manca nulla per produrre vini di altissimo (e non sto esagerando) livello.

L’ultimo capoverso di questo articolo lo dedico per ringraziare gli amici che hanno condiviso con me la giornata, grazie: Giorgio, Alessandro, Fabio, Beatrice, Astrid, Emanuele, Daniel, Manuel. Un grazie speciale a Rodolfo che mi ha aiutato (come sempre fa e non si sa il perchè! 😀 ) ad organizzare tutto. 




Cinquantadue sfumature di rosso – Il Capitolo Toscana

La Toscana è la regione italiana con più vini Slow nella guida Slow Wine 2019, ben 52.

Le annate 2013 e 2016 rispettivamente per Montalcino e per il Chianti Classico si sono dimostrate molto valide e decisamente migliori rispetto a quelle dell’anno precedente. Tutto ciò che ci aspetteremmo nei vini di queste zone le possiamo ritrovare nei bicchieri e con ottimi voti.

Anche l’annata 2015 ha portato vini affidabili e potenti nella zona del Gallo Nero.

Positiva anche la zona di Bolgheri, dove la vicinanza con la costa ha richiesto una maggiore attenzione all’equilibrio della vigna vista la differente situazione meteorologica.

Ma passiamo alla solita carrellata:

Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Ampeleia 2015 Ampeleia – (2014) Callmewine
Maremma Toscana Ciliegiolo 2017 Antonio Camillo 11.50€ Nettari Etruschi
Nobile di Montepulciano Caprile 2015 Avignonesi  
Chianti Cl. Badia a Coltibuono Ris. 2015 Badia a Coltibuono  
Brunello di Montalcino 2013 Baricci 38.00€ Callmewine
Montecucco Sangiovese Ris. 2015 Campi Nuovi  
Chianti Cl. Caparsino Ris. 2015 Caparsa – (2013) Nettari Etruschi
Vernaccia di San Gimignano Prima Luce 2015 Cappella Sant Andrea – (2014) Vino.it
Montecucco Sangiovese Rosso della Porticcia 2015 Casale Pozzuolo  
Pepe Nero 2016 Casteldelpiano  
Sacromonte 2014 Castello di Potentino – (2013) iWine.bio
Chianti Cl. 2015 Cigliano 12.80€ Nettari Etruschi
Brunello di Montalcino 2013 Collemattoni – (2012) Nettari Etruschi
Passito di Corzano 2003 Corzano e Paterno – (2002) Nettari Etruschi
Fabbrica di San Martino Bianco 2016 Fabbrica di San Martino  
Carmignano Terre a Mano 2014 Fattoria di Bacchereto Terre a Mano 26.90€ Nettari Etruschi
Morellino di Scansano Heba 2016 Fattoria di Magliano 10.50€ Callmewine
Chianti Rufina Vigneto Bucerchiale Ris. 2015 Fattoria Selvapiana  
Rosso di Montalcino 2016 Fornacina  
Chianti Rufina Ris. 2015 Frascole  
Chianti CI. I Fabbri Ris. 2015 I Fabbri – (2013) Nettari Etruschi
Bolgheri Sup. Campo al Fico 2015 I Luoghi – (2014) Callmewine
Vigna al Mare 2015 I Mandorli 26.50€ Callmewine
Rosso di Montalcino 2016 Il Colle  
Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2016 Il Colombaio di Santa Chiara 19.70€ Nettari Etruschi
Trentennale 2011 Il Paradiso di Manfredi  
Chianti Cl. Isole e Olena 2015 Isole e Olena 19.50€ Vino.it
Chianti Cl. Vigna Istine 2016 Istine  
Brunello di Montalcino 2013 Le Chiuse 41.40€ Tannico
Chianti Cl. 2015 Le Cinciole – (2014) Tannico
Esperienze 2014 Macchion dei Lupi  
Chianti Cl. Vigna Barbischio Ris. 2015 Maurizio Alongi  
Chianti Cl. Retromarcia 2016 Monte Bernardi 13.20€ Nettari Etruschi
Vernaccia di San Gimignano Fiore 2016 Montenidoli – (2015) Origini.it
Chianti Cl. Campitello Ris. 2015 Monteraponi 47.00€ Vino75
L’Erta Poggio della Bruna 2015 Paolo e Lorenzo Marchionni a Vigliano  
Aleatico Passito Nanerone 2016 Piandibugnano  
Vigna Piezza 2016 Podere Concori – (2015) Tannico
Pinot Nero 2015 Podere della Civettaja 38.00€ Vedstore
La Ghiandaia 2015 Podere Erica  
Nobile di Montepulciano Ris. 2012 Podere Il Macchione  
Brunello di Montalcino Piaggione 2013 Podere Salicutti 77.35€ Saywine
Rosso di Montepulciano 2016 Poderi Sanguineto I e II  
Chianti Cl. 2015 Poggio al Sole 14.90€ Vino.it
Chianti Cl. Poggio a’ Frati Ris. 2015 Rocca di Castagnoli  
Montecucco Sangiovese Grotte Rosse 2015 Salustri 27.50€ Nettari Etruschi
Cortona Syrah Apice 2014 Stefano Amerighi 44.00€ Divine Golosità Toscane
Rosso delle Ripalte 2016 Tenuta delle Ripalte – (2015) Tannico
Carmignano Villa di Capezzana Trefiano Ris. 2015 Tenuta di Capezzana  
Brunello di Montalcino 2013 Terre Nere 29.90€ Nettari Etruschi
Chianti Cl. Ris. 2015 Val delle Corti – (2014) Nettari Etruschi
Chianti Cl. Ris. 2015 Villa Pomona  

E le altre regioni prese in esame…

Abruzzo e Molise Alto-Adige Basilicata Campania
Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia e Slovenia Liguria Lombardia
Marche Puglia Sicilia Trentino
Umbria-Calabria-Sardegna Veneto Piemonte  



Solo il Piemonte ti darà forza e grinta a volontà

In Piemonte sono 45 i vini che sono stati riconosciuti Vino Slow!

Molto altalenante lo scenario dei Barolo 2014 rispetto invece al buon andamento dei Barbaresco, Quest’ultimi infatti hanno deciso di uscire con l’annata 2014 nonostante il disciplinare gli avrebbe consentito di finire sugli scaffali già l’anno passato. Una scelta azzeccata.

Il Roero 2016 invece ha dato ottimi risultati, quindi aspettiamoci grandi cose per i Nebbiolo 2016 che usciranno nei prossimi anni.

Sottotono l’Arneis che non ha impressionato.

Passiamo alla carrellata con prezzi ed ecommerce:

Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Barabba 2016 Iuli – (2014) Callmewine
Barbaresco 2015 Produttori del Barbaresco 25.30€ Webdivino
Barbaresco Autin Bej 2015 Ca’ del Baio  
Barbaresco Basarin 2015 Marco e Vittorio Adriano 22.00€ Enoteca San Vittore
Barbaresco Manzola 2014 Fiorenzo Nada – (2013) Tannico
Barbaresco Montestefano 2014 Serafino Rivella 56.00€ Vedstore
Barbaresco Rabajà 2015 Giuseppe Cortese 33.00€ Vino75
Barbaresco Roccalini Ris. 2013 Cascina Roccalini 58.00€ Wine Is Terroir
Barbaresco San Stunet 2014 Piero Busso 41,30€ Nettari Etruschi
Barbaresco Sorì Paitin 2015 Paitin  
Barbaresco Valeirano 2015 Ada Nada  
Barbera d’Asti La Villa 2017 Olim Bauda  
Barolo 2014 Cascina Fontana 34.00€ Enoteca San Vittore
Barolo 2014 Réva 31.50€ Tannico
Barolo Bricco delle Viole 2014 460 Casina Bric  
Barolo Brunate 2014 Giuseppe Rinaldi 145.00€ Callmewine
Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2014 Ferdinando Principiano 29.60€ Tannico
Barolo La Vetta 2014 Giulia Negri – Serradenari – (2013) Tannico
Barolo Monvigliero 2014 Alessandria Fratelli  
Barolo Sarmassa 2014 Giacomo Brezza & Figli 42.18€ SayWine
Barolo Villero 2014 Giacomo Fenocchio 40.88€ SayWine
Colli Tortonesi Barbera Sup. 2015 Oltretorrente  
Colli Tortonesi Timorasso Cavallina 2016 Claudio Mariotto 22.50€ WinePoint
Colli Tortonesi Timorasso Fausto 2016 Vigne Marina Coppi – (2015) Tannico
Colli Tortonesi Timorasso Il Montino 2016 La Colombera 25.90€ Nettari Etruschi
Derthona Costa del Vento 2016 Vigneti Massa 39.00€ Vino75
Dogliani 2017 Cascina Corte  
Dogliani Papà Celso 2017 Marziano Abbona 13.00€ Callmewine
Dogliani Sup. Sirì d’Jermu 2016 Pecchenino 12.90€ Tannico
Dogliani Vigne Dolci Rocca Ciglié 2017 San Fereolo  
Dolcetto d’Alba Piano delli Perdoni 2016 Mossio Fratelli  
Erbaluce di Caluso 13 Mesi 2016 Favaro – Le Chiusure 17.20€ Tannico
Gavi Vigna della Rovere Ris. 2016 La Mesma 22.50€ Tannico
Ghemme Anno Primo 2011 Antichi Vigneti di Cantalupo  
Grignolino d’Asti Margherita Barbero 2017 Luigi Spertino  
Langhe Pinot Nero 2016 Gian Luca Colombo – Segni di Langa  
Langhe Rosso Dadelio 2016 Cascina San Lazzaro  
Mimmo 2015 Le Piane 20.00€ Vinodalproduttore
Nizza Le Nicchie 2015 La Gironda – (2014) Callmewine
Nizza Titòn 2015 L’Armangia  
Roero 2016 Valfaccenda 19.90€ Nettari Etruschi
Roero Arneis Le Rive del Bricco delle Ciliegie 2017 Giovanni Almondo 18.50€ Callmewine
Roero Mombeltramo Ris. 2014 Malvirà – (2013) Callmewine
Roero Mompissano Ris. 2015 Cascina Ca’ Rossa 23.80€ Callmewine
Roero Valdovato 2014 Cascina Fornace  

Siamo quasi alla fine delle regioni recensite. Guarda gli articoli che ti sei perso.

Abruzzo e Molise Alto-Adige Basilicata Campania
Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia e Slovenia Liguria Lombardia
Marche Puglia Sicilia Trentino
Umbria-Calabria-Sardegna Veneto    



Veneto di passioni

Il Veneto riceve ben 18 riconoscimenti Slow.

Sembrano non esserci grandi exploit nella maggior parte di questa regione. I soliti fanno bene o sempre meglio, mentre chi è nelle quinte resta a guardare.

Le uniche aree dove si muove qualcosa in positivo sembrano essere quelle dei Colli Iberici, infatti i Tai Rosso, il Carmenere e la Graganega danno ottime speranze per il futuro. Lo stesso vale per l’area di Breganze dove i piccoli produttori hanno visto nella strada della sperimentazione dei risultati molto promettenti.

Una nota interessante riguarda la Valdobbiadene dove i produttori della collina cercano di valorizzare (giustamente) sempre di più il loro territorio rispetto alla dilagante crescita di quest’area.

Sotto l’elenco dei Vini Slow 2019 con i relativi prezzi ed Ecommerce da cui poter acquistare.

Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Amarone della Valpolicella Cl. Stropa 2010 Monte Dall’Ora 85.00€ Callmewine
Asolo Prosecco Sup. Extra Brut 2017 Bele Casel 9.80€ Vedstore
Bardolino 2017 Le Fraghe 9.90€ Callmewine
Breganze Rosso Cavallare 2013 Vigneto Due Santi  
Colli Euganei Moscato Fior d’Arancio Passito Alpianae 2015 Vignalta 28.50€ Callmewine
Lessini Durello M. Cl. Brut Ris. 2010 Fongaro 26.00€ El Buscia
M. Cl. Dosaggio Zero Sogno 2013 Cirotto 28.00€ El Buscia
Masari 2015 Masari  
Rosso del Milio 2016 Case Paolin  
Soave Cl. Calvarino 2016 Leonildo Pieropan 17.10€ Nettari Etruschi
Soave Colli Scaligeri Castelcerino 2017 Filippi – (2016) Vino75
Valdobbiadene Brut Rive di Colbertaldo 2017 Frozza 11.90€ Nettari Etruschi
Valdobbiadene Frizzante Naturalmente 2017 Casa Coste Piane 11.50€ Callmewine
Valdobbiadene Sup. di Cartizze Brut Nature 2016 Silvano Follador  
Valpolicella Ca’ Fiui 2017 Corte Sant’Alda 11.50€ Callmewine
Valpolicella Cl. Sup. 2016 Montesantoccio – Nicola Ferrari  
Valpolicella Cl. Sup. Sant’Urbano 2015 Speri 16.92€ Wine Point
Valpolicella Sup. Profasio 2014 Massimago 22.25€ Origini.it
       

Non dimenticatevi di dare un occhio alla altre regioni già prese in esame!

Abruzzo e Molise Alto-Adige Basilicata Campania
Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia e Slovenia Liguria Lombardia
Marche Puglia Sicilia Trentino
Umbria-Calabria-Sardegna      



L’Umbria, la Calabria e la Sardegna

Oggi raggruppiamo i vini Slow 2019 di tre regioni in un unico post: l’Umbria, la Calabria e la Sardegna. (Solo per comodità)

Come abbiamo già detto in altri post l’annata 2017 è stata davvero difficile a causa delle condizioni climatiche per nulla favorevoli alla crescita lineare dell’uva. Questo è avvenuto anche in Umbria, Calabria e Sardegna ahimè!

Ciò nonostante alcune etichette sono riuscite a conquistare il fregio di vino Slow 2019 con l’annata 17.

Un occhio di riguardo va all’Umbria che si dimostra una fucina di vini naturali e non solo. Da sottolineare la grande presenza di vini per così dire “nuovi”, cioè molte cantine hanno deciso di sperimentare e questo è un bene. Sì i vini non sono privi di difetti, ma per lo meno ci sono buone prospettive per il futuro. 😉

In Sardegna e Calabria sono i vitigni simbolo a eccellere: Cannonau e Vermentino per la Sardegna; il Cirò per la Calabria.

Ma veniamo alla consueta carrellata di vini con i prezzi e gli ecommerce da cui poterli acquistare.

Sardegna
Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Cannonau di Sardegna Nostranu 2016 Berritta 10.50€ Berritta
Crannatza 2012 Famiglia Orro  
CRG 2016 Quartomoro di Sardegna 19.00€ Tannico
Malvasia di Bosa Ris. 2013 G. Battista Columbu 39.50€ Callmewine
       
Calabria
Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Annibale 2016 Le Moire 11.80€ ViniSudShop
Cirò Rosso Cl. Sup. 2015 A Vita – (2014) Callmewine
Cirò Rosso Cl. Sup. Aris 2015 Sergio Arcuri 18.00€ Vedstore
Greco di Bianco 2016 Cantine Lucà 27.00€ ViniSudShop
       
Umbria
Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
Anteprima Tonda 2016 Antonelli San Marco  
Buscaia 2017 Collecapretta 15.60€ ViniSudShop
Le Tese 2016 Romanelli  
Montefalco Rosso 2014 Adanti 11.80€ Tannico
Montefalco Sagrantino Le Pretelle 2011 Raìna  
Orvieto Cl. Sup. Campo del Guardiano 2016 Palazzone – (2015) Callmewine
Rosso de Véo 2011 Paolo Bea – (2010) Callmewine
Vardano 2017 Enrico Neri  

Di seguito come al solito la lista delle regioni già prese in esame. Dategli un’occhiata!

Abruzzo e Molise Alto-Adige Basilicata
Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia e Slovenia
Liguria Lombardia Marche
Puglia Sicilia Trentino



Vieni avanti Trentino

Oggi è il turno del Trentino con i suoi vini Slow 2019. Sono ben 9!

Partendo con i rossi possiamo dire che in generale il livello si è alzato molto rispetto agli anni scorsi. In particolare il Teroldego e il Marzemino dismostrano una certa continuità che fa ben sperare anche per il futuro. Ma la parte dei leoni, secondo Slow Wine, la fanno i tagli bordolesi che arrivano dal basso Trentino.

Infine, sempre per quanto riguarda i rossi, sembra che parecchie soddisfazioni ce le daranno dei vini “leggeri”, fatti con uve Schiava, Pinot Nero e Groppello dove l’assenza di legno dona loro una grande eleganza.

Sul fronte dei vini bianchi la Nosiola si riconferma ad alti livelli. Me lo sono segnato per il prossimo Mercato dei Vini a piacenza, infatti ci sono alcuni stand che non mancherò di visitare. Per quanto riguarda le altre tipologie, sopra a tutti i Riesling della Val di Cembra.

Ma ecco finalmente la lista dei vini Slow 2019 per il Trentino:

Etichetta Produttore Prezzo Ecommerce
708 km Rosso 2016 Cembrani DOC – (2015) CembraniDOC
Groppello di Revò El Zeremia 2016 El Zeremia 22.00€ Tannico
Isidor 2016 Vignaiolo Fanti  
Nosiola 2016 Salvetta 14.84€ Trentinoshop
Teroldego Morei 2016 Foradori 27.40€ Webdivino

Winepoint

Callmewine

Trentino Nosiola Sottovi 2017 Francesco Poli 11.90€ Shop-DistilleriaFrancesco
Trentino Riesling 2017 Pojer & Sandri 12.40€ ItalianWineShop
Trentino Sauvignon 2016 Maso Furli – (2015) NettariEtruschi
Trentino Vino Santo 2004 Pisoni – (2003) Trentiner

Di seguito invece la lista delle regioni già prese in esame. Dategli un’occhiata!

Abruzzo e Molise Alto-Adige Basilicata
Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia e Slovenia
Liguria Lombardia Marche
Puglia Sicilia